{"id":1405,"date":"2018-06-29T14:15:25","date_gmt":"2018-06-29T12:15:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionekian.com\/?p=1405"},"modified":"2018-06-29T14:15:25","modified_gmt":"2018-06-29T12:15:25","slug":"consiglio-europeo-discorso-del-presidente-antonio-tajani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionekian.com\/?p=1405&lang=it","title":{"rendered":"Consiglio europeo: discorso del Presidente Antonio Tajani"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Questa riunione del Consiglio europeo sar\u00e0 ricordata per lungo tempo, ma non sappiamo ancora se in bene o in male. Questo dipender\u00e0 da noi, e dalle risposte che sapremo dare alle preoccupazioni pi\u00f9 urgenti dei nostri cittadini, in particolare a quelle sulle crisi migratorie, che stanno mettendo a dura prova la nostra cooperazione e la nostra determinazione a lavorare insieme.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 complessa e rappresenta una sfida particolarmente difficile, dato che siamo di fronte ad interessi nazionali contrastanti<\/p>\n<p>I cittadini guardano all\u2019Unione europea e si aspettano che assolva al proprio compito primario: quello di trovare soluzioni comuni a problemi comuni, anche (e soprattutto) quando gli interessi nazionali sono divergenti.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 cittadino europeo, io credo, che non auspichi ad una soluzione comune. Soluzioni unilaterali sono per definizione parziali, e quindi inefficaci, oltre che pericolose.<\/p>\n<p>Se prevarr\u00e0 la logica \u201cdell\u2019ognuno per s\u00e9\u201d, non sar\u00e0 solo il sistema di Schengen ad essere a rischio: la credibilit\u00e0 stessa del nostro progetto comune subir\u00e0 un colpo fatale, dal quale sar\u00e0 difficile risollevarsi.<\/p>\n<p>Sul versante esterno del problema migratorio, dove c\u2019\u00e8 maggiore consenso, si dovranno adottare oggi varie misure concrete. Sul piano interno, dove vi sono pi\u00f9 divergenze, dobbiamo lavorare per ridurre la distanza tra le diverse posizioni e ricercare soluzioni di compromesso accettabili per tutti.<\/p>\n<p>I cittadini europei sono divisi tra lo slancio umanitario e la paura di flussi migratori incontrollati.<\/p>\n<p>In questa situazione, la prima cosa da fare \u00e8 <strong>fermare le partenze<\/strong> dai paesi di transito e dalle coste africane, facendo arrivare in modo sicuro in Europa solo chi ha davvero diritto all\u2019asilo.<\/p>\n<p>I nostri cittadini vogliono un\u2019Unione che sia solidale con chi fugge da persecuzioni e guerre e che sia ferma con coloro che non hanno diritto di entrare o restare in Europa.<\/p>\n<p>Vorrei ribadire qui che la nostra Unione si fonda sui valori fondamentali, sul il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Tutte le nostre decisioni, qualsiasi esse siano, dovranno essere prese nella consapevolezza che al centro del dibattito ci siano esseri umani.<\/p>\n<p>Detto questo, dobbiamo anche considerare che i cittadini europei hanno il diritto di sentirsi protetti e vogliono un\u2019Unione capace di garantire frontiere sicure e pieno controllo dei flussi\u00a0 migratori.<\/p>\n<p>La priorit\u00e0 assoluta, quindi, \u00e8 quella di chiudere le rotte mediterranee.<\/p>\n<p>Sull\u2019esempio dell\u2019intesa con la Turchia, che ha permesso di chiudere la rotta balcanica, dobbiamo investire almeno 6 miliardi per raggiungere questo risultato.<\/p>\n<p>Il Commissario europeo al bilancio e le risorse umane ha gi\u00e0 indicato che questa cifra \u00e8 realistica e possibile. Queste risorse servono immediatamente per continuare e rafforzare la cooperazione con i paesi di transito e aiutar loro a proteggere i propri confini. In particolare, \u00e8 urgente rafforzare la cooperazione con la Libia. Dobbiamo sostenere gli sforzi dei singoli Stati africani per combattere i trafficanti e assicurare il controllo delle coste tramite un rafforzamento della guardia costiera. Occorre impedire agli scafisti di fare profitto sulla pelle dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>Solo tra il 2014 e il 2017 almeno 13.000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo, senza contare le decine di migliaia di morti nel deserto del Sahara.<\/p>\n<p>Chi ha veramente bisogno di asilo non pu\u00f2 essere lasciato in balia di trafficanti senza scrupoli.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario quindi istituire centri di protezione e accoglienza gestiti dalle Nazioni Unite e dall\u2019Unione Europea nel maggior numero possibile di paesi di transito africani, sull\u2019esempio di quanto si sta facendo in Niger.<\/p>\n<p>Questi centri devono essere stabiliti lungo le principali rotte percorse dai richiedenti asilo in Africa, organizzandoli lungo \u201ccorridoi dell\u2019asilo\u201d che permettano a chi fugge da persecuzioni o guerre di trovare assistenza e di poter richiedere una protezione internazionale, senza doversi mettere nelle mani dei trafficanti o rischiare la morte nel deserto o in mare.\u00a0 In questi centri di protezione si provvederebbe ad esaminare rapidamente la situazione di ciascun migrante e determinarne lo status giuridico. Le persone che hanno diritto all\u2019asilo verrebbero trasferite in maniera sicura, in Europa o altrove, e distribuite equamente attraverso progetti di reinstallazione gestiti dall\u2019alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati, come gi\u00e0 avviene per i campi in Turchia, Giordania o Libano.<\/p>\n<p>Va quindi rafforzata la nostra cooperazione, anche in termini finanziari, con l\u2019alto commissariato per i rifugiati e con l\u2019organizzazione internazionale per le migrazioni.<\/p>\n<p>Dobbiamo lavorare con la Libia, naturalmente, ma anche con altri paesi quali Niger, Mauritania, Mali, Ciad, Tunisia, Marocco e Algeria e fornire assistenza tecnica, aiuti finanziari e investimenti tramite forme di diplomazia economica.<\/p>\n<p>A met\u00e0 luglio mi recher\u00f2 in Niger, paese chiave e snodo dei flussi migratori <em>guidando anche una missione di diplomazia economica con imprenditori europei. <\/em><\/p>\n<p>Il fondo europeo di emergenza per l\u2019Africa\u00a0 ha gi\u00e0 permesso di approvare programmi per 3 miliardi sui 3.4 disponibili per il Corno d\u2019Africa, Nord Africa, Sahel e Lago Ciad per migliorare la gestione dei flussi migratori e il controllo delle frontiere. La prova che questo approccio funziona \u00e8 che dal 2016 al 2018 i flussi di transito dal Niger sono passati da 150.000 a 5.000 migranti l\u2019anno. Ma per continuare e rafforzare questa azione servono subito nuove risorse.<\/p>\n<p>Nel medio periodo \u00e8 indispensabile un&#8217; azione europea di stabilizzazione della Libia e di assistenza alla ricostruzione di uno Stato col quale trattare, anche in considerazione del fatto che qualche responsabilit\u00e0 nell&#8217; attuale instabilit\u00e0 di quel paese ce l\u2019abbiamo.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, mi recher\u00f2 a breve in Libia per discutere il ruolo che il Parlamento europeo possa avere in questo processo e nella futura organizzazione di elezioni democratiche. Siamo pronti a mettere a disposizione risorse e competenze, anche nel quadro di una conferenza che riunisca al Parlamento tutte le parti interessate, se necessario.<\/p>\n<p>La seconda grande linea di azione dev\u2019essere quella della <strong>protezione delle nostre frontiere esterne<\/strong>.<\/p>\n<p>Ho seguito con interesse le varie proposte che si sono discusse in questi giorni.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 fondamentale aumentare gli effettivi della guarda costiera europea che dovrebbero raggiungere i 10.000 uomini entro il 2020. \u00c8 altres\u00ec urgente la sua trasformazione in una vera e propria polizia di frontiera, al fine di permettere l\u2019ampliamento delle sue competenze e capacit\u00e0 di azione, anche per quel che riguarda i rimpatri.<\/p>\n<p>Il Parlamento sostiene anche la proposta di trasformare l\u2019Ufficio Europeo di Supporto all\u2019Asilo in un&#8217; agenzia dell\u2019Unione europea. Questa agenzia va dotata di risorse adeguate e incaricata anche dell\u2019esame diretto delle domande di asilo, provenienti sia dall\u2019interno che dall\u2019esterno dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Una stretta cooperazione tra polizie europee \u00e8 inoltre indispensabile per contrastare l\u2019azione dei trafficanti, cosi come debbono proseguire le azioni di pattugliamento nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Infine \u00e8 necessario assicurare il <strong>rapido rimpatrio <\/strong>di coloro che non hanno il diritto di restare nell\u2019Unione europea. La chiave di volta, in questo ambito, rimangono gli accordi di riammissione, che funzionano, ma che dobbiamo concludere con un numero maggiore di paesi di origine.<\/p>\n<p>Per ottenerli, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, compresi maggiori investimenti, diplomazia economica e politica commerciale (tramite forme di condizionalit\u00e0), puntando anche su quote di immigrazione legale, sul modello dei gi\u00e0 esistenti accordi di mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono convinto che, se riusciremo a registrare progressi in questi ambiti, anche la riforma del diritto d\u2019asilo sar\u00e0 pi\u00f9 facile.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima resta il punto focale del problema. Occorre prendere atto pragmaticamente del fatto che il sistema di Dublino \u00e8 stato concepito per situazioni di normalit\u00e0 e non \u00e8 in grado di reggere ad una pressione migratoria di queste proporzioni. Siamo tutti d\u2019accordo, anche se per ragioni diverse, che vada cambiato rapidamente.<\/p>\n<p>L\u2019onere imposto ai paesi di prima accoglienza \u00e8 eccessivo. Alla prova dei fatti, risulta evidente come essi non siano in grado di prendere in carico, da soli, un numero cos\u00ec elevato di persone. Questo onere deve essere quindi condiviso.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, \u00e8 un fatto che alcuni paesi siano riluttanti ad accettare un principio di redistribuzione obbligatoria, se non hanno la garanzia che i flussi migratori siano posti definitivamente sotto controllo.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi il problema degli <strong>spostamenti secondari<\/strong> che, voglio sottolinearlo, \u00e8 anch\u2019esso conseguenza dell\u2019attuale sistema di Dublino. Anche la soluzione a questo problema sta nella riforma del sistema d\u2019asilo.<\/p>\n<p>Il Parlamento auspica quindi una rapida approvazione di tutto il pacchetto asilo.<\/p>\n<p>Ricordo che il Consiglio ha adottato una posizione comune soltanto su cinque delle sette misure presentate dalla Commissione. In effetti, queste cinque proposte del pacchetto sono gi\u00e0 in stato di negoziato avanzato. Il Parlamento, dunque, non ha perso tempo.<\/p>\n<p>Ma anche sugli altri due pi\u00f9 controversi dossier, il Regolamento di Dublino e quello sulle procedure d\u2019asilo, il Parlamento ha gi\u00e0 votato a novembre del 2017, a larga maggioranza, un testo di riforma che, come vi ho scritto recentemente, pu\u00f2 costituire una buona base di discussione.<\/p>\n<p>Sta a voi ora trovare una posizione comune anche su queste due proposte e aprire i negoziati quanto prima.<\/p>\n<p>Noi siamo pronti e sono convinto che i compromessi necessari si possano trovare. L\u2019alternativa \u00e8 deludere i cittadini europei e dare un\u2019immagine di Europa incapace di trovare soluzioni comuni. Per il Parlamento, il punto fermo \u00e8 che si introduca un meccanismo di solidariet\u00e0. Questo meccanismo pu\u00f2 essere di varia natura, a patto che sia efficace e che funzioni.<\/p>\n<p>Dobbiamo anche affrontare alla radice il problema dei flussi migratori. Entro il 2050 la popolazione africana raddoppier\u00e0, superando i 2,5 miliardi. Se non interveniamo subito, le attuali centinaia di migliaia di migranti diventeranno milioni, con conseguenze devastanti per l\u2019Europa a causa di instabilit\u00e0 e insicurezza in vaste aree dell\u2019Africa e del Medio oriente, oltre al terrorismo, la povert\u00e0, le carestie e i cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario che nel prossimo bilancio si finanzi un Piano di investimento per l\u2019Africa, che offra prospettive e speranze ai giovani africani nei loro Paesi.\u00a0 \u00c8 stato calcolato che servirebbero almeno 40 miliardi, per mobilitare 500 miliardi d\u2019investimenti nel prossimo decennio.<\/p>\n<p>Per concludere su questo punto permettetemi, da romano, una citazione di Tito Livio: <em>Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur:<\/em> mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata.<\/p>\n<p>Se continueremo a discutere senza trovare soluzioni, saranno l\u2019Unione europea e i suoi valori ad essere espugnati. Non certo dai migranti, ma da coloro che vogliono distruggere tutto ci\u00f2 che abbiamo faticosamente costruito in 60 anni.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Anche nel caso del <strong>Quadro Finanziario Pluriennale<\/strong> \u00e8 necessario prendere urgentemente decisioni politiche\u00a0per facilitare\u00a0i prossimi negoziati.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che non possiamo andare lontano con un bilancio che rappresenta solo l\u20191% del prodotto nazionale lordo\u00a0europeo.<\/p>\n<p>Il valore del quadro finanziario, tolto il fondo europeo per lo viluppo, rappresenta infatti solo l\u20191,08% del prodotto nazionale lordo a 27, numeri troppo\u00a0poco\u00a0ambiziosi e distanti dalla proposta del Parlamento Europeo (1,3% del prodotto nazionale lordo dei 27 Stati membri).<\/p>\n<p>Se questa fosse la scelta definitiva, potremo rinunciare a qualsiasi ambizione, poich\u00e9 l\u2019ambizione da sola non basta: occorre un bilancio adeguato per tradurla in pratica.<\/p>\n<p>Che ne sarebbe della protezione\u00a0del nostro settore agricolo, delle previsioni sugli investimenti pluriennali nelle nostre regioni, di una politica efficiente sull\u2019immigrazione di cui abbiamo parlato, della sicurezza, della difesa e del progetto di un\u2019Europa innovativa?<\/p>\n<p>E\u2019 per questo motivo che il Parlamento auspica, a larghissima maggioranza, un aumento delle risorse.<\/p>\n<p>Sono consapevole che alcuni stati membri siano addirittura a favore di un bilancio ancora\u00a0pi\u00f9\u00a0ridotto, e chiedano che non si superi l\u20191% del prodotto nazionale lordo dell\u2019Unione.\u00a0 Ma non si pu\u00f2 chiedere \u201cpi\u00f9 Europa\u201d e, nel contempo, sostenere i tagli al bilancio europeo. Noi non crediamo, che sia possibile, realisticamente, \u201cfare di\u00a0pi\u00f9\u00a0con meno\u00a0risorse\u201d.<\/p>\n<p>Occorre anche riconoscere che, in molti casi, la spesa europea \u00e8 pi\u00f9 efficace, nel raggiungere gli obiettivi prefissati, di quanto non sia la spesa nazionale.<\/p>\n<p>Il Parlamento ritiene che sia\u00a0fondamentale per l\u2019Europa destinare fondi alle\u00a0nuove\u00a0priorit\u00e0,\u00a0come la migrazione\u00a0o l\u2019innovazione, ma non possono essere le politiche tradizionali a farne le spese, n\u00e9 possiamo aumentare la pressione sui nostri cittadini.<\/p>\n<p>Appreziamo molto\u00a0la proposta sulle nuove<strong> risorse proprie <\/strong>che, per noi,\u00a0\u00e8 una delle principali soluzioni dopo l\u2019uscita del Regno Unito, e auspichiamo che si possa presto aggiungere la tassa sulle piattaforme digitali, che il Parlamento ha fortemente caldeggiato.<\/p>\n<p>Noi sosteniamo un principio molto semplice: le entrate generate dalle politiche e attivit\u00e0 dell\u2019Unione, devono confluire nel bilancio dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>La scelta non \u00e8 tra aumentare i contributi nazionali o introdurre nuove tasse che gravino sui cittadini: c\u2019\u00e8 tutta una gamma di possibilit\u00e0 e soluzioni intermedie. Dobbiamo essere creativi. Prendiamo, ad esempio, la tassa sulla plastica: in realt\u00e0 non \u00e8 affatto una tassa che grava sui cittadini, ma un modo per aiutare la lotta all\u2019inquinamento e, nel contempo, aiutare anche il bilancio comunitario.<\/p>\n<p>Per questi motivi, le spese e le entrate devono essere discusse\u00a0parallelamente. Come\u00a0sapete, questa\u00a0\u00e8\u00a0una <em>conditio sine qua non<\/em> per ottenere l\u2019approvazione del Parlamento al quadro finanziario pluriennale.<\/p>\n<p>Quanto al <strong>calendario<\/strong>, devo ripetere quanto gi\u00e0 detto: per essere convincenti e dimostrare la nostra\u00a0capacit\u00e0\u00a0d\u2019azione, dobbiamo trovare un accordo e approvare un quadro finanziario pluriennale di qualit\u00e0\u00a0prima delle elezioni europee. Questa scadenza\u00a0permetter\u00e0\u00a0anche una rapida adozione\u00a0di tutte le proposte settoriali e, quindi,\u00a0consentir\u00e0 ai nuovi programmi di iniziare il 1 gennaio 2021.<\/p>\n<p>Confermo la\u00a0disponibilit\u00e0 del Parlamento Europeo ad avviare colloqui formali o informali e iniziare i negoziati in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>Il ritorno delle crescita in tutti gli Stati membri \u00e8 incoraggiante. Tuttavia, in molte regioni dell\u2019Unione permane un livello di disoccupazione giovanile particolarmente alto e si allargano le diseguaglianze economiche e sociali. Dobbiamo mettere in atto tutti gli sforzi e le riforme per rafforzare la crescita e l\u2019occupazione.<\/p>\n<p>La conclusione del programma di assistenza alla Grecia \u00e8 un ulteriore passo avanti verso un Unione pi\u00f9 forte, coesa e solidale. \u00a0Il Parlamento appoggia il processo di consolidamento della crescita attraverso misure a sostegno del credito, della competitivit\u00e0 e degli investimenti.<\/p>\n<p>Lo scorso 19 giugno sono state approvate le proposte sui requisiti di capitale e i meccanismi di risoluzione delle banche. E\u2019 un pacchetto importante per stimolare il credito all\u2019economia reale grazie ad un migliore bilanciamento tra stabilit\u00e0 e crescita. Auspico che si possa giungere quanto prima ad un accordo con il Consiglio che, anche sulla base di un percorso parallelo di riduzione e condivisione dei rischi, possa facilitare il completamento dell\u2019unione bancaria e del mercato dei capitali.<\/p>\n<p>Una giusta tassazione per le imprese europee rimane una nostra priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 15 marzo \u00e8 stata votata una risoluzione per un\u2019aliquota minima per le societ\u00e0, chiedendo che siano tassate dove creano valore. Mi auguro che si trovi al pi\u00f9 presto un accordo per recuperare la base imponibile nascosta da accordi di favore con multinazionali o giganti del web.<\/p>\n<p>In aggiunta, voglio ricordare che il Parlamento europeo si \u00e8 battuto sin dall\u2019inizio per una governance economica pi\u00f9 efficiente, trasparente e democratica.<\/p>\n<p>Condividiamo le proposte per un&#8217; accresciuta capacit\u00e0 fiscale dell&#8217;Unione, per un ministro delle finanze europeo e per la trasformazione del meccanismo europeo di stabilit\u00e0 in un fondo monetario europeo, a patto che questo sforzo di riforma si incentri sul metodo comunitario.<\/p>\n<p>Il Parlamento chiede riforme utili per rafforzare la crescita, l&#8217;occupazione, il processo di convergenza e strumenti di contrasto efficaci per gestire crisi economiche e bancarie.<\/p>\n<p>Per favorire la competitivit\u00e0 abbiamo bisogno di completare il mercato unico.<\/p>\n<p>Importanti progressi sono stati compiuti per quanto riguarda il mercato unico dell\u2019energia. Gli accordi raggiunti in questo mese tra Parlamento e Consiglio su efficienza energetica e fonti rinnovabili offrono un quadro di regole solido per coniugare le esigenze delle imprese con quelle dell\u2019ambiente. Dobbiamo stimolare gli investimenti in energia sostenibile, capaci allo stesso tempo di creare lavoro e nuove tecnologie che ci pongono all\u2019avanguardia nel mondo. In questo contesto, il Parlamento auspica che si possano concludere quanto prima anche i negoziati sul completamento del mercato elettrico.<\/p>\n<p>Il Parlamento sta anche lavorando per completare il mercato unico digitale.<\/p>\n<p>Come per il roaming, considero molto positivo l\u2019accordo raggiunto, ad inizio giugno, sul codice delle telecomunicazioni, che consentir\u00e0 lo sviluppo di nuovi servizi, incentivando la competitivit\u00e0 del mercato e garantendo costi telefonici meno costosi ai cittadini. Vi informo anche che la settimana scorsa il Parlamento ha approvato il mandato negoziale sulla riforma del copyright. Salvo imprevisti, verr\u00e0 confermarto la settimana prossima. Si tratta di un primo passo per affrontare le sfide derivanti da internet. Nell&#8217;era digitale dobbiamo proteggere i nostri autori, assicurando nel contempo un ampio accesso al contenuto creativo e la libert\u00e0 di espressione. Il valore aggiunto generato dovrebbe andare a beneficio di chi lo ha creato, e non solo ai giganti del Web.<\/p>\n<p>Poche settimane fa Parlamento, Consiglio e Commissione hanno raggiunto un accordo sulle norme per l&#8217;archiviazione e il trattamento dei dati ovunque nell&#8217;Unione europea. Le nuove norme, grazie alla libera circolazione transfrontaliera dei dati, consentiranno la creazione di un&#8217;economia dei dati competitiva, capace di stimolare una crescita fino al 4% del prodotto interno lordo.<\/p>\n<p>Infine, il 31 maggio il Parlamento ha dato mandato per i negoziati sulla protezione civile europea. Questo \u00e8 un segnale importante di attenzione verso i nostri cittadini colpiti da calamit\u00e0. Ci auguriamo che i negoziati siano rapidi e fruttuosi.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Oggi discuterete anche di difesa.<\/p>\n<p>Sono molto soddisfatto dell\u2019accordo raggiunto a fine maggio sul programma di sviluppo industriale della difesa europea.\u00a0 E\u2019 un passo importante per sostenere la competitivit\u00e0 e la capacit\u00e0 di innovazione dell&#8217;industria della difesa europea.<\/p>\n<p>Per la prima volta si \u00e8 creata una <strong>linea di bilancio<\/strong> dedicata alla difesa: si tratta di un passo avanti cruciale per la sicurezza dei cittadini dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Come sapete il 13 giugno sono state adottate posizioni negoziali per i prossimi triloghi informali sul controllo degli investimenti stranieri diretti nell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario stabilire un quadro di riferimento legislativo unico per tutti gli Stati membri, stabilite regole su come agire nel caso di investimenti sospetti e rafforzato lo scambio e la condivisione di informazione.<\/p>\n<p>La proposta di controllo sugli investimenti diretti nell\u2019Unione europea \u00e8 una parte essenziale della legislazione europea.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Per concludere, due parole sulla <strong>Brexit<\/strong>.<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi, abbiamo fatto progressi su parti importanti dell&#8217;accordo di uscita. Ma progressi sono urgenti anche e soprattutto sul problema dell&#8217;Irlanda e sulla governance, ma anche sulla protezione della propriet\u00e0 intellettuale come le indicazioni geografiche. Per il Parlamento, senza un accordo sull&#8217;Irlanda, non ci potr\u00e0 essere un&#8217;uscita ordinata, una transizione e la necessaria fiducia su cui basare la nostra relazione futura.<\/p>\n<p>Voglio ribadire, per concludere, che una stretta relazione futura \u00e8 nell&#8217;interesse dei 27, ma non ad ogni costo. Il Parlamento non accetter\u00e0 soluzioni che metterebbero a rischio l&#8217;indivisibilit\u00e0 delle quattro libert\u00e0 fondamentali e l&#8217;autonomia decisionale dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>Siamo anche molto attenti alla piena applicazione di quanto \u00e8 stato convenuto in materia di diritto dei cittadini.<\/p>\n<p>Vi ringrazio per la vostra attenzione.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa riunione del Consiglio europeo sar\u00e0 ricordata per lungo tempo, ma non sappiamo ancora se in bene o in male. 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