{"id":1091,"date":"2017-09-13T14:22:39","date_gmt":"2017-09-13T12:22:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionekian.com\/?p=1091"},"modified":"2017-09-18T14:32:48","modified_gmt":"2017-09-18T12:32:48","slug":"discorso-del-presidente-juncker-sullo-stato-dell-unione-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionekian.com\/?p=1091&lang=it","title":{"rendered":"Discorso del presidente Juncker sullo stato dell&#8217; Unione 2017"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente della Commissione europea ha pronunciato dinanzi al Parlamento europeo il discorso sullo stato dell&#8217; Unione.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217; ampio dibattito sul futuro dell&#8217; Europa che ha coinvolto i cittadini, il Parlamento europeo, i parlamentari nazionali, le autorit\u00e0 locali e regionali e la societ\u00e0 civile, il Presidente ha portato avanti le idee che ne sono scaturite ed ha espresso le sue opinioni sul futuro dell&#8217; Europa, illustrando inoltre le sue priorit\u00e0 per l&#8217; anno a venire.<\/p>\n<p>Introdotto dal trattato di Lisbona, il discorso sullo stato dell&#8217; Unione \u00e8 previsto dall&#8217; accordo quadro del 2010 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea; tale accordo prevede inoltre che il Presidente della Commissione invii una lettera d&#8217;intenti al Presidente del Parlamento e alla Presidenza del Consiglio per illustrare nel dettaglio le azioni legislative e le altre iniziative che la Commissione intende intraprendere fino alla fine dell&#8217; anno successivo (in questo caso il 2018)<\/p>\n<p>Per approfondire: il discorso sullo Stato dell&#8217; Unione 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>IL VENTO NELLE VELE<\/strong><\/p>\n<p>Signor Presidente, Onorevoli deputati del Parlamento europeo,<\/p>\n<p>l&#8217;anno scorso in questo stesso periodo, mi sono presentato a voi con un discorso un po&#8217; pi\u00f9 semplice da pronunciare.<\/p>\n<p>Era evidente a tutti che la nostra Unione non viveva un momento felice.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa era stata dolorosamente colpita da un&#8217;annata che l&#8217;aveva scossa fin nelle fondamenta.<\/p>\n<p>Avevamo due sole scelte: o stringerci intorno a un programma positivo per l&#8217;Europa, o ritirarci ognuno nel proprio angolo.<\/p>\n<p>Di fronte a questa scelta mi sono battuto per l&#8217;unit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho proposto un programma positivo che contribuisse a realizzare &#8211; come ho detto l&#8217;anno scorso &#8211; un&#8217;Europa che protegge, che d\u00e0 forza e che difende.<\/p>\n<p>Negli ultimi dodici mesi il Parlamento europeo ha aiutato a dar vita a questo programma. Continuiamo a fare progressi ogni giorno che passa. Proprio ieri sera eravamo impegnati a trovare un accordo sugli strumenti di difesa commerciale e raddoppiare cos\u00ec la capacit\u00e0 di investimento europea.<\/p>\n<p>Vorrei ringraziare anche i 27 leader dei nostri Stati membri. Pochi giorni dopo il mio discorso dell&#8217;anno passato, hanno accolto con favore il mio programma al vertice di Bratislava. Anche loro hanno scelto l&#8217;unit\u00e0. Hanno scelto di radunarsi attorno ai nostri valori comuni.<\/p>\n<p>Insieme abbiamo dimostrato che l&#8217;Europa pu\u00f2 offrire vantaggi ai suoi cittadini dove e quando conta.<\/p>\n<p>Da allora non abbiamo mai cessato di rafforzarci, in modo lento ma sicuro.<\/p>\n<p>Ci ha aiutato la svolta positiva delle prospettive economiche.<\/p>\n<p>Siamo ormai al quinto anno di una ripresa economica che finalmente raggiunge ogni singolo Stato membro.<\/p>\n<p>Negli ultimi due anni la crescita dell&#8217;Unione europea ha superato quella degli Stati Uniti. Oggi si attesta al di sopra del 2% per l&#8217;Unione nel suo insieme e al 2,2% nella zona euro.<\/p>\n<p>La disoccupazione \u00e8 ai livelli pi\u00f9 bassi degli ultimi nove anni. Finora nel corso di questo mandato sono stati creati quasi 8 milioni di posti di lavoro. Nell&#8217;Unione europea lavorano 235 milioni di persone, il numero di occupati pi\u00f9 alto mai raggiunto.<\/p>\n<p>La Commissione europea non pu\u00f2 prendersi tutto il merito, anche se sono certo che se gli 8 milioni di posti di lavoro fossero stati persi, la colpa sarebbe stata tutta nostra.<\/p>\n<p>Le istituzioni europee hanno contribuito &#8211; questo s\u00ec &#8211; a far girare il vento a favore dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Possiamo vantare il merito del piano europeo per gli investimenti, che ha mobilitato finora 225 miliardi di euro di investimenti con prestiti a oltre 445\u00a0000 piccole imprese e pi\u00f9 di 270 progetti di infrastrutture.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 merito del nostro intervento deciso se le banche europee hanno riacquistato le capacit\u00e0 patrimoniali necessarie per accordare prestiti alle imprese, in modo che crescano e creino nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p>E abbiamo anche il merito di aver fatto calare i disavanzi pubblici dal 6,6% all&#8217;1,6%, grazie a un&#8217;applicazione intelligente del Patto di stabilit\u00e0 e crescita. Chiediamo disciplina di bilancio ma siamo attenti a non stroncare la crescita. Malgrado le critiche, il sistema funziona di fatto molto bene in tutta l&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Sono trascorsi dieci anni da quando \u00e8 esplosa la crisi e l&#8217;economia europea si sta finalmente riprendendo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la nostra fiducia.<\/p>\n<p>I leader dell&#8217;Unione europea a 27, il Parlamento e la Commissione stanno riportando l&#8217;Europa nell&#8217;Unione. Insieme stiamo riportando l&#8217;unione nell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>L&#8217;anno scorso abbiamo visto tutti i 27 leader salire al Campidoglio, uno per uno, per rinnovare il loro solenne impegno reciproco e nei confronti della nostra Unione.<\/p>\n<p>Tutto questo mi induce ad affermare che l&#8217;Europa ha di nuovo i venti a favore.<\/p>\n<p>Abbiamo di fronte un&#8217;opportunit\u00e0 che non rimarr\u00e0 aperta per sempre.<\/p>\n<p>Sfruttiamo al massimo questo slancio, catturiamo il vento nelle nostre vele.<\/p>\n<p>Per questo dobbiamo procedere in due modi.<\/p>\n<p>Anzitutto dobbiamo mantenere la rotta fissata lo scorso anno. Restano 16 mesi al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione per conseguire progressi concreti. Dobbiamo usare questo periodo per terminare ci\u00f2 che abbiamo iniziato a Bratislava e realizzare il nostro programma positivo.<\/p>\n<p>In secondo luogo dobbiamo fissare la rotta per il futuro. Come ha scritto Mark Twain, tra qualche anno non saremo delusi delle cose che abbiamo fatto ma di quelle che non abbiamo fatto. Il momento \u00e8 propizio per costruire un&#8217;Europa pi\u00f9 unita, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 democratica per il 2025.<\/p>\n<p><strong>SEGUIRE LA ROTTA<\/strong><\/p>\n<p>Onorevole Presidente, Onorevoli deputati,<\/p>\n<p>mentre guardiamo al futuro, non possiamo perdere la rotta stabilita.<\/p>\n<p>Abbiamo deciso di completare un&#8217;Unione dell&#8217;energia, un&#8217;Unione della sicurezza, un&#8217;Unione dei mercati dei capitali, un&#8217;Unione bancaria e un mercato unico digitale. Insieme siamo gi\u00e0 arrivati a buon punto.<\/p>\n<p>Come testimonia il Parlamento, la Commissione ha gi\u00e0 presentato l&#8217;80% delle proposte promesse all&#8217;inizio del mandato. Adesso dobbiamo collaborare per trasformare queste proposte in legge e la legge in pratica.<\/p>\n<p>Come sempre, dovremo scendere a qualche compromesso. Le proposte della Commissione destinate a riformare il sistema comune di asilo e rafforzare le norme sul distacco dei lavoratori hanno suscitato controversie. Per ottenere buoni risultati occorre che ognuna delle parti faccia un passo verso l&#8217;altra. Oggi vengo a dirvi che, fintanto che il risultato finale \u00e8 quello giusto per l&#8217;Unione ed \u00e8 equo per tutti gli Stati membri, la Commissione sar\u00e0 disposta a negoziare.<\/p>\n<p>Siamo pronti a presentare il rimanente 20% delle iniziative da qui a maggio 2018.<\/p>\n<p>Questa mattina ho inviato al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e al Primo ministro J\u00fcri Ratas una lettera d&#8217;intenti in cui espongo le priorit\u00e0 per il prossimo anno.<\/p>\n<p>Senza elencare qui tutte le nostre proposte, ne citer\u00f2 cinque di particolare importanza.<\/p>\n<p>In primo luogo voglio che rafforziamo l&#8217;agenda commerciale europea.<\/p>\n<p>S\u00ec, l&#8217;Europa \u00e8 aperta agli affari, ma dev&#8217;esserci reciprocit\u00e0. Dobbiamo ricevere quanto diamo.<\/p>\n<p>Il commercio non ha nulla di astratto. Il commercio rappresenta posti di lavoro e creazione di nuove opportunit\u00e0 per le grandi e piccole imprese europee. Ogni miliardo di esportazioni in pi\u00f9 sostiene 14\u00a0000 nuovi posti di lavoro in Europa.<\/p>\n<p>Il commercio \u00e8 anche esportazione dei nostri standard, che siano norme sociali o ambientali, obblighi in materia di protezione dei dati o di sicurezza alimentare.<\/p>\n<p>Da sempre l&#8217;Europa \u00e8 un luogo propizio alle attivit\u00e0 imprenditoriali.<\/p>\n<p>Ma dall&#8217;anno scorso partner di tutto il mondo si mettono in fila alle nostre porte per concludere con noi accordi commerciali.<\/p>\n<p>Con l&#8217;aiuto del Parlamento europeo abbiamo appena concluso un accordo commerciale con il Canada che si applicher\u00e0 in via provvisoria dalla prossima settimana. Abbiamo un accordo politico con il Giappone su un nuovo partenariato economico e buone probabilit\u00e0 di ottenere lo stesso risultato con il Messico e paesi dell&#8217;America meridionale entro la fine dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>E oggi proponiamo di avviare negoziati commerciali con l&#8217;Australia e la Nuova Zelanda.<\/p>\n<p>Voglio che tutti questi accordi siano conclusi entro la fine del mandato. E voglio che le trattative siano condotte con assoluta trasparenza.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura commerciale deve andare di pari passo con l&#8217;apertura del processo decisionale.<\/p>\n<p>Su tutti gli accordi commerciali l&#8217;ultima parola spetter\u00e0 al Parlamento europeo. Quindi i suoi membri, cos\u00ec come i membri dei parlamenti nazionali e regionali, devono ricevere tutte le informazioni fin dal primo giorno dei negoziati. La Commissione far\u00e0 in modo che questo avvenga.<\/p>\n<p>Da oggi in poi la Commissione pubblicher\u00e0 per intero tutti i progetti di mandato negoziale che propone al Consiglio.<\/p>\n<p>I cittadini hanno il diritto di sapere cosa propone la Commissione. Basta con la mancanza di trasparenza. Sono finiti i giorni delle voci incontrollate, delle continue ipotesi su quali fossero le motivazioni della Commissione.<\/p>\n<p>Esorto il Consiglio a fare lo stesso quando adotta i mandati negoziali definitivi.<\/p>\n<p>Lo ripeto una volta per tutte: il nostro sostegno al libero scambio \u00e8 tutt&#8217;altro che ingenuo.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa deve sempre difendere i suoi interessi strategici.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che oggi proponiamo un nuovo quadro dell&#8217;Unione europea per il controllo degli investimenti. Se societ\u00e0 estere di propriet\u00e0 statale intendono acquistare un porto europeo, parte di una nostra infrastruttura energetica o un&#8217;azienda del settore delle tecnologie di difesa, dovrebbero poterlo fare solo se in modo trasparente, con le dovute valutazioni e discussioni. \u00c8 nostra responsabilit\u00e0 politica sapere cosa succede a casa nostra per poter proteggere, se necessario, la nostra sicurezza collettiva.<\/p>\n<p>In secondo luogo voglio rendere la nostra industria pi\u00f9 forte e pi\u00f9 competitiva.<\/p>\n<p>Questo vale soprattutto per la nostra base manifatturiera e per i 32 milioni di lavoratori che ne formano l&#8217;ossatura, fabbricando i prodotti di eccellenza che danno prestigio all&#8217;Europa nel mondo, come le automobili.<\/p>\n<p>Sono orgoglioso della nostra industria automobilistica. Ma sono profondamente turbato quando i consumatori vengono intenzionalmente e deliberatamente imbrogliati. Quindi esorto l&#8217;industria automobilistica a gettare la maschera e a raddrizzare la rotta. Invece di cercare espedienti, dovrebbe investire nelle automobili pulite del futuro.<\/p>\n<p>La nuova strategia di politica industriale che presentiamo oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell&#8217;innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione.<\/p>\n<p>In terzo luogo voglio che l&#8217;Europa si ponga alla guida della lotta contro i cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>L&#8217;anno scorso abbiamo fissato le regole del gioco a livello globale con l&#8217;accordo di Parigi, ratificato proprio qui, in quest&#8217;aula. Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l&#8217;Europa far\u00e0 in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. \u00c8 patrimonio comune di tutta l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra breve la Commissione presenter\u00e0 proposte per ridurre le emissioni di carbonio nel settore dei trasporti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La quarta priorit\u00e0 per il prossimo anno: dobbiamo proteggere meglio gli europei nell&#8217;era digitale.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni abbiamo fatto progressi offrendo agli europei sicurezza online. Le nuove norme presentate dalla Commissione proteggeranno la nostra propriet\u00e0 intellettuale, la nostra diversit\u00e0 culturale e i nostri dati personali. Abbiamo intensificato la lotta contro la propaganda terroristica e la radicalizzazione online. Ma di fronte agli attacchi informatici l&#8217;Europa non \u00e8 ancora ben attrezzata.<\/p>\n<p>Per la stabilit\u00e0 delle democrazie e delle economie i ciberattacchi possono essere pi\u00f9 pericolosi delle armi e dei carri armati. Solo l&#8217;anno scorso vi sono stati pi\u00f9 di 4\u00a0000 attacchi di tipo ransomware al giorno, mentre l&#8217;80% delle imprese europee ha subito almeno un incidente di sicurezza informatica.<\/p>\n<p>I ciberattacchi non conoscono frontiere e nessuno ne \u00e8 immune. Per aiutarci a difenderci la Commissione propone oggi nuovi strumenti, tra cui un&#8217;agenzia europea per la cibersicurezza.<\/p>\n<p>In quinto luogo la migrazione deve restare nei nostri radar.<\/p>\n<p>Malgrado le discussioni e le controversie sollevate dall&#8217;argomento, siamo riusciti a compiere progressi concreti, anche se, lo ammetto, in molti aree insufficienti.<\/p>\n<p>Oggi proteggiamo pi\u00f9 efficacemente le frontiere esterne dell&#8217;Europa. Pi\u00f9 di 1\u00a0700 agenti della nuova guardia di frontiera e costiera europea aiutano 100\u00a0000 guardie di frontiera nazionali degli Stati membri a pattugliare territori in Grecia, Italia, Bulgaria e Spagna. Abbiamo frontiere comuni ma gli Stati membri che si trovano geograficamente in prima linea non possono essere lasciati soli a proteggerle. Le frontiere comuni e la protezione comune devono andare di pari passo.<\/p>\n<p>Siamo riusciti ad arginare flussi irregolari di migranti che erano fonte di grave preoccupazione per molti. Abbiamo ridotto del 97% gli arrivi irregolari nel Mediterraneo orientale grazie all&#8217;accordo con la Turchia. E quest&#8217;estate siamo riusciti a controllare meglio la rotta del Mediterraneo centrale: ad agosto gli arrivi sono scesi dell&#8217;81% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.<\/p>\n<p>In questo modo abbiamo nettamente ridotto le perdite di vite umane nel Mediterraneo.Quest&#8217;anno sono morte 2\u00a0500 persone: una tragedia. Non accetter\u00f2 mai che si lascino morire in mare degli esseri umani.<\/p>\n<p>Non posso parlare di migrazione senza rendere un omaggio sentito all&#8217;Italia per il suo nobile e indefesso operato. Quest&#8217;estate la Commissione ha di nuovo lavorato gomito a gomito con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il suo governo per migliorare la situazione, in particolare addestrando la guardia costiera libica. Continueremo a offrire all&#8217;Italia un forte sostegno operativo e finanziario. Perch\u00e9 l&#8217;Italia sta salvando l&#8217;onore dell&#8217;Europa nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Urge poi migliorare le condizioni di vita dei migranti in Libia. Sono inorridito dalle condizioni disumane dei centri di detenzione e di accoglienza. L&#8217;Europa ha una responsabilit\u00e0 collettiva e la Commissione lavorer\u00e0 di concerto con le Nazioni Unite per porre fine a questo scandalo, che non si pu\u00f2 tollerare.<\/p>\n<p>Anche se mi rattrista constatare che la solidariet\u00e0 non \u00e8 condivisa equamente tra tutti gli Stati membri, l&#8217;Europa nel suo insieme ha continuato a dimostrare solidariet\u00e0. Solo nell&#8217;ultimo anno i nostri Stati membri hanno reinsediato e dato asilo a pi\u00f9 di 720\u00a0000 rifugiati: il triplo rispetto agli Stati Uniti, al Canada e all&#8217;Australia messi insieme. Al contrario di quanto dice qualcuno, l&#8217;Europa non \u00e8 una fortezza n\u00e9 dovr\u00e0 mai diventarlo. L&#8217;Europa \u00e8 e deve rimanere il continente della solidariet\u00e0 dove possono trovare rifugio coloro che fuggono le persecuzioni.<\/p>\n<p>Vado particolarmente fiero dei giovani volontari europei che danno lezioni di lingua ai rifugiati siriani e delle migliaia di giovani che prestano servizio nel nuovo Corpo europeo di solidariet\u00e0, perch\u00e9 rendono viva la solidariet\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Ora dobbiamo raddoppiare il nostro impegno. Entro fine mese la Commissione presenter\u00e0 una nuova serie di proposte incentrate sul rimpatrio, sulla solidariet\u00e0 nei confronti dell&#8217;Africa e sull&#8217;apertura di percorsi legali.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il rimpatrio, chi non ha titolo a rimanere in Europa dev&#8217;essere rinviato nel paese di origine. Poich\u00e9 solo il 36% degli immigrati irregolari \u00e8 rimpatriato, \u00e8 chiaro che dobbiamo intensificare di molto il nostro lavoro. Solo in questo modo l&#8217;Europa potr\u00e0 essere solidale nei confronti dei rifugiati con reali esigenze di protezione.<\/p>\n<p>La solidariet\u00e0 non pu\u00f2 valere soltanto all&#8217;interno dell&#8217;Europa. Dobbiamo anche dimostrare solidariet\u00e0 nei confronti dell&#8217;Africa. L&#8217;Africa \u00e8 un continente nobile e giovane, la culla dell&#8217;umanit\u00e0. Il Fondo fiduciario Unione europea-Africa, con una dotazione di 2,7 miliardi di euro, sta creando opportunit\u00e0 di lavoro in tutto il continente. La maggior parte di questo finanziamento proviene dal bilancio dell&#8217;UE, contro un contributo di soli 150 milioni di euro della totalit\u00e0 degli Stati membri. Il Fondo sta sfiorando i limiti. Conosciamo i pericoli della carenza di finanziamenti: nel 2015, quando il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha esaurito i fondi, molti migranti hanno preso la direzione dell&#8217;Europa. Invito tutti gli Stati membri a passare dalle parole ai fatti e a garantire che il Fondo fiduciario per l&#8217;Africa non subisca la stessa sorte.<\/p>\n<p>Lavoreremo inoltre per aprire percorsi legali. La migrazione irregolare si fermer\u00e0 solo se si aprir\u00e0 un&#8217;alternativa reale ai viaggi perigliosi. Abbiamo reinsediato quasi 22\u00a0000 rifugiati dalla Turchia, dalla Giordania e dal Libano e personalmente sostengo l&#8217;invito dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite Filippo Grandi a reinsediare altri 40\u00a0000 rifugiati dalla Libia e dai paesi circostanti.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo la migrazione legale \u00e8 una necessit\u00e0 per un continente europeo che sta invecchiando. Perci\u00f2 la Commissione ha presentato proposte per agevolare l&#8217;ingresso in Europa dei migranti qualificati grazie alla Carta blu. Ringrazio il Parlamento per il suo sostegno e chiedo un accordo rapido e ambizioso su questo tema importante.<\/p>\n<p><strong>SPIEGARE LE VELE<\/strong><\/p>\n<p>Onorevole presidente, Signore e Signori, Onorevoli deputati,<\/p>\n<p>ho citato solo alcune delle iniziative che dovremmo completare nei prossimi 16 mesi. Ma neanche questo baster\u00e0 a riconquistare i cuori e le menti degli europei.<\/p>\n<p>\u00c8 giunto il momento di fissare la rotta per il futuro.<\/p>\n<p>A marzo la Commissione ha presentato il Libro bianco sul futuro dell&#8217;Europa, che illustra cinque scenari su ci\u00f2 che potrebbe diventare l&#8217;Europa nel 2025. Questi scenari sono stati discussi, esaminati e in parte smontati. \u00c8 giusto: erano stati voluti esattamente per questo. Era mia intenzione lanciare un processo che portasse gli europei a determinare il loro percorso e il loro futuro.<\/p>\n<p>Il futuro dell&#8217;Europa non pu\u00f2 essere deciso per decreto. Dev&#8217;essere frutto di un dibattito democratico e fondamentalmente di un ampio consenso. Questo Parlamento vi ha contribuito attivamente con tre ambiziose risoluzioni sul futuro dell&#8217;Europa e partecipando a molte delle oltre 2\u00a0000 manifestazioni pubbliche organizzate dalla Commissione da marzo in poi.<\/p>\n<p>\u00c8 giunto il momento di trarre le prime conclusioni dal dibattito. Il momento di passare dalla riflessione all&#8217;azione. Dalle discussioni alle decisioni.<\/p>\n<p>Oggi vorrei presentarvi la mia visione: il mio personale &#8220;sesto scenario&#8221;, se volete.<\/p>\n<p>Questo scenario affonda le radici in decenni di esperienza diretta. Ho vissuto e lavorato per il progetto europeo durante tutta la mia esistenza. Ho assistito a momenti belli e brutti.<\/p>\n<p>Ho preso posto a pi\u00f9 lati del tavolo: da Ministro, da Primo ministro, da Presidente dell&#8217;Eurogruppo e ora da Presidente della Commissione. Ero presente a Maastricht, ad Amsterdam, a Nizza e a Lisbona, via via che la nostra Unione andava sviluppandosi e ampliandosi.<\/p>\n<p>Ho sempre combattuto per l&#8217;Europa. Qualche volta ho sofferto con l&#8217;Europa e per l&#8217;Europa, ho addirittura disperato.<\/p>\n<p>Nella buona e nella cattiva sorte, non ho mai smesso di amare l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 raro un amore senza sofferenza.<\/p>\n<p>Amo l&#8217;Europa perch\u00e9 l&#8217;Europa e l&#8217;Unione europea hanno conquistato qualcosa di unico in questo mondo sfibrato: la pace interna e la pace esterna; la prosperit\u00e0 per molti, se non ancora per tutti.<\/p>\n<p>Dobbiamo ricordarcene nell&#8217;Anno europeo del patrimonio culturale. Il 2018 dev&#8217;essere una celebrazione della diversit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p><strong>UN&#8217;UNIONE DI VALORI<\/strong><\/p>\n<p>I nostri valori sono la nostra bussola.<\/p>\n<p>Per me l&#8217;Europa \u00e8 pi\u00f9 di un semplice mercato unico. \u00c8 ben pi\u00f9 del denaro, pi\u00f9 dell&#8217;euro. \u00c8 da sempre una questione di valori.<\/p>\n<p>Nel mio sesto scenario vi sono tre principi che devono costituire sempre il fondamento della nostra Unione: la libert\u00e0, l&#8217;uguaglianza e lo Stato di diritto.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa \u00e8, prima di ogni altra cosa, un&#8217;Unione di libert\u00e0. Libert\u00e0 dalle oppressioni e dalle dittature che il nostro continente, e purtroppo nessuno meglio dell&#8217;Europa centrale e orientale, conosce fin troppo bene. Libert\u00e0 di esprimere la propria opinione da cittadini come da giornalisti, una libert\u00e0 che diamo troppo spesso per scontata. Sono questi i valori su cui \u00e8 costruita la nostra Europa, ma la libert\u00e0 non \u00e8 manna dal cielo; bisogna combattere per ottenerla, in Europa e in tutto il mondo.<\/p>\n<p>In secondo luogo l&#8217;Europa deve essere un&#8217;Unione dell&#8217;uguaglianza.<\/p>\n<p>Uguaglianza tra i suoi membri, grandi e piccoli, tra est e ovest, nord e sud.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa si estende da Vigo a Varna, dalla Spagna alla Bulgaria.<\/p>\n<p>Da oriente a occidente: l&#8217;Europa deve respirare con entrambi i polmoni. Altrimenti al nostro continente mancher\u00e0 l&#8217;aria.<\/p>\n<p>In un&#8217;Unione delle uguaglianze non possono esserci cittadini di seconda classe. \u00c8 inaccettabile che nel 2017 vi siano ancora bambini in Europa che muoiono per malattie che avrebbero dovuto essere debellate da tempo. I bambini in Romania o in Italia devono potersi vaccinare contro il morbillo come tutti gli altri bambini d&#8217;Europa. Non c&#8217;\u00e8 ma e non c&#8217;\u00e8 se che tenga. Per questo cooperiamo con tutti gli Stati membri per sostenere le campagne di vaccinazione nazionali. Non devono pi\u00f9 esserci morti evitabili in Europa.<\/p>\n<p>In un&#8217;Unione delle uguaglianze non possiamo permetterci lavoratori di seconda classe. Chi fa lo stesso lavoro nello stesso posto ha diritto alla stessa paga. La Commissione ha proposto nuove norme sul distacco dei lavoratori. Dobbiamo fare in modo che all&#8217;applicazione equa, semplice ed efficace di tutte le norme dell&#8217;UE sulla mobilit\u00e0 dei lavoratori provveda un organo europeo di ispezione e controllo. Sembra assurdo avere un&#8217;autorit\u00e0 bancaria che sovrintende alle norme bancarie, ma non un&#8217;autorit\u00e0 del lavoro comune, garante dell&#8217;equit\u00e0 nel nostro mercato unico. Ne creeremo una.<\/p>\n<p>In un&#8217;Unione delle uguaglianze non possono esserci consumatori di seconda classe. Non accetter\u00f2 che in alcune parti dell&#8217;Europa vengano venduti alla gente prodotti alimentari di qualit\u00e0 inferiore rispetto a quella di altri paesi, nonostante la confezione e il marchio siano identici. Gli slovacchi non meritano che vi sia meno pesce nei loro bastoncini, n\u00e9 gli ungheresi che vi sia meno carne nei loro piatti, o i cechi che vi sia meno cacao nella loro cioccolata. Le normative dell&#8217;UE vietano tali pratiche. Dobbiamo attribuire alle autorit\u00e0 nazionali poteri pi\u00f9 forti per eliminare le pratiche illegali laddove sussistano.<\/p>\n<p>In terzo luogo in Europa la forza della legge ha sostituito la legge del pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Stato di diritto significa che la legge e la giustizia sono esercitate da una magistratura indipendente.<\/p>\n<p>Accettare e rispettare una sentenza definitiva vuol dire essere parte di un&#8217;Unione fondata sullo Stato di diritto. Gli Stati membri hanno attribuito la competenza definitiva alla Corte di giustizia europea e tutti devono rispettare le sentenze della Corte. Compromettere tale principio, o compromettere l&#8217;indipendenza dei giudici nazionali, significa spogliare i cittadini dei loro diritti fondamentali.<\/p>\n<p>Lo Stato di diritto non \u00e8 opzionale nell&#8217;Unione europea, \u00e8 un obbligo.<\/p>\n<p>La nostra Unione non \u00e8 uno Stato, ma una comunit\u00e0 di diritto.<\/p>\n<p><strong>UN&#8217;UNIONE PIU&#8217; UNITA<\/strong><\/p>\n<p>Onorevoli deputati,<\/p>\n<p>questi tre principi devono essere le basi su cui costruire un&#8217;Unione pi\u00f9 unita, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 democratica.<\/p>\n<p>Quando si discute del nostro futuro, so per esperienza che nuovi trattati e nuove istituzioni non sono le risposte che vuole la gente. Sono solo mezzi per raggiungere uno scopo, nulla di pi\u00f9, nulla di meno. Possono significare qualcosa per noi, qui a Strasburgo o a Bruxelles, ma non significano molto per tutti gli altri.<\/p>\n<p>Le riforme mi interessano soltanto se portano a una maggiore efficienza nella nostra Unione.<\/p>\n<p>Invece di limitarci a invocare modifiche dei trattati &#8211; che sono comunque inevitabili &#8211; dobbiamo innanzitutto cambiare la mentalit\u00e0 dell&#8217; &#8220;io vinco se tu perdi&#8221;.<\/p>\n<p>Democrazia significa compromesso e con un giusto compromesso vincono tutti. Un&#8217;Unione pi\u00f9 unita deve considerare il compromesso non gi\u00e0 in chiave negativa ma come l&#8217;arte di creare ponti tra le differenze. La democrazia non pu\u00f2 funzionare senza compromessi. L&#8217;Europa non pu\u00f2 funzionare senza compromessi. Ed \u00e8 cos\u00ec che deve andare il lavoro tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione.<\/p>\n<p>Un&#8217;Unione pi\u00f9 unita deve anche diventare pi\u00f9 inclusiva.<\/p>\n<p>Se vogliamo rafforzare la protezione delle nostre frontiere esterne, allora dobbiamo aprire immediatamente alla Bulgaria e alla Romania lo spazio Schengen di libera circolazione. Dobbiamo anche permettere alla Croazia di diventare un membro Schengen a pieno titolo, non appena avr\u00e0 soddisfatto tutti i criteri.<\/p>\n<p>Se vogliamo che unisca il nostro continente anzich\u00e9 dividerlo, l&#8217;euro deve diventare qualcosa di pi\u00f9 di una moneta di un gruppo selezionato di paesi. L&#8217;euro \u00e8 destinato ad essere la moneta unica dell&#8217;Unione europea nel suo complesso. Tutti i nostri Stati membri tranne due potranno e dovranno aderire all&#8217;euro non appena soddisferanno tutte le condizioni.<\/p>\n<p>Gli Stati membri che vogliono adottare l&#8217;euro devono poterlo fare. Propongo perci\u00f2 di istituire uno strumento di adesione all&#8217;euro che offra assistenza tecnica e anche finanziaria.<\/p>\n<p>Se vogliamo che le banche operino in base alle stesse norme e sotto la stessa vigilanza nell&#8217;intero continente, dobbiamo incoraggiare tutti gli Stati membri ad aderire all&#8217;Unione bancaria. \u00c8 urgente completare l&#8217;Unione bancaria. Dobbiamo ridurre i rischi che permangono nei sistemi bancari di alcuni Stati membri. L&#8217;Unione bancaria pu\u00f2 funzionare soltanto se la riduzione dei rischi e la condivisione dei rischi procedono di pari passo. E sappiamo tutti bene che ci\u00f2 sar\u00e0 possibile soltanto se verranno soddisfatte le condizioni proposte dalla Commissione nel novembre 2015. Per poter accedere a un sistema comune di assicurazione dei depositi bisogna aver prima fatto i propri compiti.<\/p>\n<p>Se vogliamo evitare la frammentazione sociale e il dumping sociale in Europa, gli Stati membri devono approvare il pilastro europeo dei diritti sociali il pi\u00f9 presto possibile, al pi\u00f9 tardi al vertice di G\u00f6teborg a novembre. I sistemi sociali nazionali rimarranno diversi e separati ancora a lungo, ma dobbiamo almeno impegnarci per un&#8217;unione delle norme sociali europee in cui vi sia una visione comune di cosa \u00e8 giusto sul piano sociale.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa non pu\u00f2 funzionare se dimentica i lavoratori.<\/p>\n<p>Se vogliamo che nel nostro vicinato regni maggiore stabilit\u00e0, dobbiamo mantenere prospettive di allargamento credibili per i Balcani occidentali.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che non ci saranno altri allargamenti durante il mandato di questa Commissione e di questo Parlamento. Non ci sono candidati pronti. Ma dopo l&#8217;Unione europea sar\u00e0 pi\u00f9 grande dei suoi 27 membri. I paesi candidati all&#8217;adesione devono dare la massima priorit\u00e0 allo Stato di diritto, alla giustizia e ai diritti fondamentali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 esclude l&#8217;adesione della Turchia all&#8217;Unione europea nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>Da qualche tempo la Turchia si sta allontanando a grandi passi dall&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>I giornalisti devono poter stare in sala stampa, non in prigione. Il loro posto \u00e8 l\u00e0 dove regna la libera espressione.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il mio appello a coloro che sono al potere in Turchia: rilasciate i nostri giornalisti e non solo loro. Smettetela di insultare i nostri Stati membri paragonando i loro leader a fascisti e nazisti. L&#8217;Europa \u00e8 un continente di democrazie mature. Gli insulti creano ostacoli. A volte ho la sensazione che la Turchia crei intenzionalmente questi ostacoli per poi incolpare l&#8217;Europa del fallimento dei negoziati di adesione.<\/p>\n<p>Dal canto nostro, tenderemo sempre le braccia al grande popolo turco e a coloro che sono pronti a collaborare con noi sulla base dei nostri valori.<\/p>\n<p><strong>UN&#8217;UNIONE PI\u00d9 FORTE<\/strong><\/p>\n<p>Onorevoli deputati,<\/p>\n<p>la nostra Unione ha bisogno di diventare pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Voglio un mercato unico pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le importanti questioni del mercato unico, voglio che le decisioni in sede di Consiglio vengano prese sempre pi\u00f9 spesso e facilmente a maggioranza qualificata, con il coinvolgimento paritario del Parlamento europeo. Per farlo non serve modificare i trattati. Gli attuali trattati prevedono clausole &#8220;passerella&#8221; che permettono di passare dall&#8217;unanimit\u00e0 al voto a maggioranza qualificata in determinati settori previo accordo di tutti i capi di Stato o di governo.<\/p>\n<p>Sono anche fortemente favorevole al passaggio al voto a maggioranza qualificata per le decisioni relative alla base imponibile consolidata comune per l&#8217;imposta sulle societ\u00e0, all&#8217;IVA, alla tassazione equa dell&#8217;industria digitale e all&#8217;imposta sulle transazioni finanziarie. L&#8217;Europa deve poter agire in maniera pi\u00f9 rapida e decisa.<\/p>\n<p>Voglio un&#8217;Unione economica e monetaria pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>La zona euro \u00e8 pi\u00f9 resiliente oggi che negli anni passati. Ora abbiamo il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 che ritengo debba gradualmente assurgere a Fondo monetario europeo ed essere saldamente ancorato alla nostra Unione. La Commissione presenter\u00e0 proposte concrete su tale punto in dicembre.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di un ministro europeo dell&#8217;Economia e delle finanze: un ministro europeo che promuova e sostenga le riforme strutturali nei nostri Stati membri. Il ministro potr\u00e0 basarsi sul lavoro che la Commissione porta avanti dal 2015 con il servizio di assistenza per le riforme strutturali. Il nuovo ministro dovrebbe coordinare tutti gli strumenti finanziari che l&#8217;Unione europea pu\u00f2 attivare quando uno Stato membro \u00e8 in recessione o \u00e8 colpito da una grave crisi.<\/p>\n<p>Non sto chiedendo questa nuova funzione tanto per parlare. Sto chiedendo efficienza. Le funzioni di ministro dell&#8217;Economia e delle finanze dovrebbero spettare al Commissario per gli affari economici e finanziari, idealmente anche vicepresidente, che dovrebbe anche presiedere l&#8217;Eurogruppo.<\/p>\n<p>Il ministro dell&#8217;Economia e delle finanze dovr\u00e0 rispondere del suo operato al Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Non abbiamo bisogno di strutture parallele. N\u00e9 abbiamo bisogno di un bilancio per la zona euro; quel che serve \u00e8 una forte linea di bilancio nel bilancio dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>Non sono nemmeno favorevole all&#8217;idea di un parlamento separato per la zona euro.<\/p>\n<p>Il parlamento della zona euro \u00e8 il Parlamento europeo.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione europea deve essere pi\u00f9 forte anche nella lotta contro il terrorismo. Negli ultimi tre anni abbiamo compiuto veri progressi, ma non abbiamo ancora gli strumenti per agire rapidamente in caso di minacce terroristiche transfrontaliere.<\/p>\n<p>Per questi motivi chiedo un&#8217;unit\u00e0 di intelligence europea che faccia in modo che i dati relativi al terrorismo e ai combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia.<\/p>\n<p>Ritengo quanto mai opportuno incaricare la nuova Procura europea di perseguire i reati di terrorismo transfrontaliero.<\/p>\n<p>Voglio che la nostra Unione diventi un attore globale pi\u00f9 forte. Per aver maggior peso nel mondo, dobbiamo riuscire a prendere decisioni di politica estera pi\u00f9 rapide. Perci\u00f2 voglio che gli Stati membri esaminino quali decisioni di politica estera possono passare dal voto all&#8217;unanimit\u00e0 a quello a maggioranza qualificata. Il trattato gi\u00e0 lo prevede, a condizione che tutti gli Stati membri siano d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>E voglio anche che dedichiamo pi\u00f9 impegno alle questioni della difesa. \u00c8 in vista un nuovo Fondo europeo per la difesa, cos\u00ec come una cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa. Ci occorre una vera e propria Unione europea della difesa entro il 2017. Ne abbiamo bisogno. E anche la NATO lo vuole.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima cosa non meno importante: voglio che la nostra Unione si concentri di pi\u00f9 sulle cose che contano, sulla base del lavoro gi\u00e0 svolto dalla Commissione. Non dobbiamo intrometterci nella vita dei cittadini europei regolandone ogni aspetto. Dobbiamo essere grandi sulle grandi questioni. Non dobbiamo irrompere con un fiume di nuove iniziative n\u00e9 cercare di appropriarci di altre competenze. Dobbiamo anzi restituire competenze agli Stati membri quando ha senso farlo.<\/p>\n<p>Per questo motivo questa Commissione \u00e8 stata grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole, portando avanti meno di 25 nuove iniziative ogni anno, contro le oltre 100 proposte delle altre Commissioni. Abbiamo restituito competenze quando era pi\u00f9 logico che fossero i governi nazionali a intervenire. Grazie al buon lavoro svolto dal Commissario Vestager, abbiamo delegato il 90% delle decisioni in materia di aiuti di Stato a livello regionale o locale.<\/p>\n<p>Per portare a termine il lavoro iniziato intendo istituire, a partire da questo mese, una task force per la sussidiariet\u00e0 e la proporzionalit\u00e0 che esamini in maniera molto critica tutti gli ambiti d&#8217;intervento, in modo da agire solo quando l&#8217;UE apporta un valore aggiunto. Il Primo vicepresidente Frans Timmermans, che ha una comprovata esperienza in materia di &#8220;legiferare meglio&#8221;, presieder\u00e0 questa task force. La &#8220;Task force Timmermans&#8221;, di cui faranno parte deputati di questo Parlamento e dei parlamenti nazionali, dovr\u00e0 riferire sul suo operato entro un anno.<\/p>\n<p><strong>UN&#8217;UNIONE PIU&#8217; DEMOCRATICA<\/strong><\/p>\n<p>Onorevoli deputati, Onorevole Presidente,<\/p>\n<p>la nostra Unione deve fare un balzo democratico in avanti.<\/p>\n<p>Vorrei che i partiti politici europei iniziassero la campagna per le prossime elezioni molto prima che in passato. Troppo spesso le elezioni europee non sono state altro che la somma di campagne elettorali nazionali. La democrazia europea merita di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Oggi la Commissione propone nuove norme sul finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni. Non dobbiamo riempire i forzieri degli estremisti antieuropei; dobbiamo dare ai partiti europei i mezzi per organizzarsi meglio.<\/p>\n<p>Nutro una certa simpatia per l&#8217;idea delle liste transnazionali, ma so perfettamente che molti di voi non saranno d&#8217;accordo. Queste liste contribuirebbero a rendere le elezioni del Parlamento europeo pi\u00f9 europee e pi\u00f9 democratiche.<\/p>\n<p>Credo anche che nei prossimi mesi dovremmo coinvolgere maggiormente i parlamenti nazionali e la societ\u00e0 civile a livello nazionale, regionale e locale nei lavori sul futuro dell&#8217;Europa. Negli ultimi tre anni i membri della Commissione hanno visitato i parlamenti nazionali pi\u00f9 di 650 volte e hanno preso parte al dibattito in pi\u00f9 di 300 dialoghi interattivi con i cittadini in oltre 80 piccole e grandi citt\u00e0 di 27 Stati membri. Ma possiamo fare ancora di pi\u00f9. Per questo motivo sostengo l&#8217;idea del Presidente Macron di organizzare nel 2018 convenzioni democratiche in tutta l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Con l&#8217;intensificarsi del dibattito, nel 2018 dedicher\u00f2 particolarmente attenzione all&#8217;Estonia, alla Lettonia, alla Lituania e alla Romania che l&#8217;anno prossimo festeggeranno il loro 100\u00b0 anniversario. Per forgiare il futuro del nostro continente occorre capire bene e onorare la nostra storia comune. Questi quattro paesi ne sono parte. L&#8217;Europa non sarebbe completa senza di loro.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di rafforzare la democrazia ha implicazioni anche per la Commissione europea. Oggi trasmetto al Parlamento europeo un nuovo codice di condotta per i Commissari. Il nuovo codice chiarisce innanzitutto che i Commissari possono candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo alle stesse condizioni di chiunque altro. Il nuovo codice rafforzer\u00e0 naturalmente i requisiti di integrit\u00e0 per i Commissari, sia durante che dopo il loro mandato.<\/p>\n<p>Se vogliamo rafforzare la democrazia europea non possiamo proprio invertire il progresso democratico avviato con la creazione dei candidati capolista: i cosiddetti &#8220;Spitzenkandidaten&#8221;.<\/p>\n<p>Sono sicuro che un futuro presidente trarr\u00e0 enorme vantaggio dall&#8217;esperienza unica di una campagna elettorale in tutti i territori del nostro splendido continente. Per capire la complessit\u00e0 delle sue funzioni e la diversit\u00e0 dei nostri Stati membri, dovr\u00e0 andare incontro ai cittadini nel municipio di Helsinki cos\u00ec come nelle piazze di Atene. Per esperienza personale so che una campagna elettorale di questo genere rende pi\u00f9 umili ma anche pi\u00f9 forti durante il mandato. E permette di affrontare gli altri leader del Consiglio europeo con la consapevolezza di essere stati eletti, esattamente come loro. Tutto questo va a vantaggio dell&#8217;equilibrio della nostra Unione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 democrazia significa pi\u00f9 efficienza. L&#8217;Europa funzionerebbe meglio se unissimo le cariche di Presidente della Commissione europea e di Presidente del Consiglio europeo.<\/p>\n<p>Non ho niente contro il mio buon amico Donald, con cui ho lavorato bene negli ultimi tre anni. Non si tratta di qualcosa contro Donald o contro me.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa sarebbe pi\u00f9 facile da capire se fosse uno solo il capitano della nave.<\/p>\n<p>Un unico presidente rifletterebbe meglio la vera natura dell&#8217;Unione europea quale Unione di Stati e Unione di cittadini.<\/p>\n<p><strong>LA NOSTRA TABELLA DI MARCIA<\/strong><\/p>\n<p>Onorevoli deputati,<\/p>\n<p>la visione di un&#8217;Europa pi\u00f9 unita, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 democratica che oggi sto delineando combina elementi di tutti gli scenari che ho presentato a marzo.<\/p>\n<p>Ma il nostro futuro non pu\u00f2 restare uno scenario, uno schizzo, un&#8217;idea tra le altre.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione di domani dobbiamo prepararla oggi.<\/p>\n<p>Stamattina ho inviato al Presidente Tajani, al Presidente Tusk e ai titolari delle Presidenze di turno del Consiglio di qui al marzo 2019 una tabella di marcia che delinea le tappe del nostro percorso a partire da adesso.<\/p>\n<p>Un elemento importante \u00e8 costituito dai piani che la Commissione presenter\u00e0 nel maggio 2018 per far s\u00ec che il futuro bilancio dell&#8217;UE sia all&#8217;altezza delle nostre ambizioni e ci garantisca di poter realizzare tutto quello che promettiamo.<\/p>\n<p>Il 29 marzo 2019 il Regno Unito uscir\u00e0 dall&#8217;Unione europea. Sar\u00e0 un momento molto triste e drammatico, che rimpiangeremo sempre. Ma dobbiamo rispettare la volont\u00e0 dei cittadini britannici.<\/p>\n<p>Il 30 marzo 2019 saremo un&#8217;Unione a 27. Propongo di prepararci per bene a questo momento, tra i 27 Stati e all&#8217;interno delle istituzioni europee.<\/p>\n<p>Le elezioni del Parlamento europeo seguiranno di solo poche settimane, nel maggio 2019. Gli europei hanno un appuntamento con la democrazia. Devono potersi recare alle urne con una visione chiara di come si svilupper\u00e0 l&#8217;Unione europea nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 chiedo al Presidente Tusk e alla Romania, il paese che assicurer\u00e0 la Presidenza nel primo semestre del 2019, di organizzare un vertice speciale in Romania il 30 marzo 2019. Vorrei che avesse luogo nella meravigliosa citt\u00e0 antica di Sibiu (o Hermannstadt per usare il nome che conosco). Dovrebbe essere il momento in cui ci riuniamo per prendere le decisioni necessarie per un&#8217;Europa pi\u00f9 unita, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 democratica.<\/p>\n<p>\u00c8 mia speranza che il 30 marzo 2019 gli europei si sveglino in un&#8217;Unione in cui noi tutti terremo fede ai nostri valori; in cui tutti gli Stati membri rispetteranno inflessibilmente lo Stato di diritto; in cui partecipare a pieno titolo alla zona euro, all&#8217;Unione bancaria e allo spazio Schengen sia la norma per tutti gli Stati membri dell&#8217;UE. Un&#8217;Unione in cui avremo gettato le fondamenta dell&#8217;Unione economica e monetaria cos\u00ec da poter difendere la nostra moneta unica nella buona come nella cattiva sorte, senza dover chiedere aiuto dall&#8217;esterno; in cui il nostro mercato unico sar\u00e0 pi\u00f9 equo per i lavoratori dell&#8217;est come dell&#8217;ovest; in cui saremo riusciti a concordare un forte pilastro di norme sociali; in cui i profitti saranno tassati sul luogo in cui vengono realizzati. Un&#8217;Unione in cui i terroristi non avranno scappatoie cui appigliarsi; in cui avremo concordato un&#8217;adeguata Unione europea della difesa; in cui un unico presidente guider\u00e0 l&#8217;operato della Commissione e del Consiglio europeo, perch\u00e9 sar\u00e0 stato eletto sulla base di una campagna elettorale europea democratica.<\/p>\n<p>Se il 30 marzo 2019 i nostri cittadini si sveglieranno in questa Unione, allora vorr\u00e0 dire che potranno votare alle elezioni del Parlamento europeo qualche settimana dopo con la ferma convinzione che la nostra Unione sia un posto che loro si addice.<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p>Onorevoli deputati,<\/p>\n<p>l&#8217;Europa non \u00e8 stata creata per restare ferma. Non deve stare ferma mai.<\/p>\n<p>Helmut Kohl e Jacques Delors mi hanno insegnato che l&#8217;Europa va avanti soltanto quando \u00e8 ardita. Il mercato unico, Schengen e la moneta unica erano tutti sogni irrealizzabili prima di verificarsi. Eppure oggi questi tre ambiziosi progetti sono realt\u00e0.<\/p>\n<p>Sento dire che non dobbiamo mandare tutto all&#8217;aria ora che le cose cominciano a migliorare.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questo il tempo di procedere con cautela.<\/p>\n<p>Abbiamo iniziato a riparare il tetto, adesso dobbiamo completare il lavoro finch\u00e9 splende il sole.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando appariranno all&#8217;orizzonte le prossime nuvole &#8211; e appariranno &#8211; sar\u00e0 troppo tardi.<\/p>\n<p>Allora leviamo l&#8217;ancora.<\/p>\n<p>Abbandoniamo i porti sicuri.<\/p>\n<p><strong>E<\/strong> <strong>catturiamo il vento nelle nostre vele<\/strong>.<\/p>\n<p><span class=\"titolipagine\">\u00a0<\/span><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente della Commissione europea ha pronunciato dinanzi al Parlamento europeo il discorso sullo stato dell&#8217; Unione. Dopo l&#8217; ampio dibattito sul futuro dell&#8217; Europa che ha coinvolto i cittadini, il Parlamento europeo, i parlamentari nazionali, le autorit\u00e0 locali e regionali e la societ\u00e0 civile, il Presidente ha portato avanti le idee che ne sono <a href=\"https:\/\/www.fondazionekian.com\/?p=1091&#038;lang=it\" rel=\"nofollow\"><span class=\"sr-only\">Leggi di pi\u00f9Discorso del presidente Juncker sullo stato dell&#8217; Unione 2017<\/span>[&hellip;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1092,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[104],"tags":[378,1165,1177,1179],"class_list":["post-1091","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-daily-news-it","tag-commissione-europea","tag-parlamento-europeo","tag-presidente-juncker","tag-stato-dell-unione-2017"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.fondazionekian.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/presidente_juncker-parliament.jpg?fit=300%2C300&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7Eon2-hB","jetpack-related-posts":[{"id":1600,"url":"https:\/\/www.fondazionekian.com\/?p=1600&lang=it","url_meta":{"origin":1091,"position":0},"title":"Il Parlamento europeo ha eletto la Commissione Von Der Leyen","author":"kian_admin","date":"28\/11\/2019","format":false,"excerpt":"A seguito della conclusione delle audizioni, il Parlamento europeo ha approvato la nuova Commissione, presentata all' Assemblea Plenaria dalla Presidente eletta Ursula Von Der Leyen. 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